Daniele Raggi

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IL PROFESSIONISTA



Di solito quando si prepara la descrizione di un professionista si scrivono tutte le cose che ha fatto, i corsi che ha frequentato, le conferenze che ha tenuto, i congressi a cui ha partecipato...  


Un elenco lungo di titoli che poco dicono di lui a coloro che vogliono sapere che tipo di professionista si trova di fronte; quale è il suo approccio a livello umano, se sa mettere a suo agio chi soffre, se ascolta… 


Il curriculum altro non è che un elenco delle attività fatte come professionista nel corso di tanti anni e che, se da un lato consentono di vedere di che tipo di professionista stiamo parlando, quali sono le sue qualifiche, non ne evidenziano l’aspetto relativo alla sua capacità di interazione con il paziente; dunque come si pone nei confronti della persona che soffre e che si rivolge a lui perché gli risolva il problema.  


Abbiamo quindi pensato di sottoporre al Prof. Raggi, una serie di domande per consentirvi di scoprire, attraverso le sue risposte, un lato di lui “più umano” che non emerge dal suo curriculum; e abbiamo ritenuto che per una volta fosse giusto che fosse lui stesso a parlare di se. 


Buona lettura….



Cosa vorrebbe si dicesse di lei come professionista?


Che sono un professionista che da molto valore alla clinica e alle parole del paziente prima ancora di dare valore esclusivamente alla scienza. Per me, la clinica, è un insieme di RAPPORTO UMANO-OSSERVAZIONE, INTERESSE.


Quale è il suo sogno come professionista?


Il mio sogno è quello di creare tantissimi professionisti che conoscano il concetto della globalità, che siano rispettosi dei valori e dei veri principi umani, che siano attenti alla storia del paziente, al vissuto che il corpo con le sue storture e i suoi dolori comunica, alla  storia della persona.

Sogno il rispetto per il paziente, che in primis è una persona con le sue esigenze, le sua caratteristiche le sue debolezze.


Sogno che si facciano le scelte giuste qualsiasi esse siano, perché non sempre si può lavorare in un ottica conservativa.


L’ unica verità è quella per quel paziente, in quel  preciso momento della sua vita.

Per ultimo, ma non per questo meno importante, mi piacerebbe che questo metodo si divulgasse a macchia d’olio, anche se mi preoccupano gli aspetti negativi che potrà scatenare a chi ne farà un uso improprio, tra uso e abuso, giustificazioni e paravento.



CURRICULUM VITAE PROF. D. RAGGI


 

 


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